​L'ANGELO DI BASSIANO

UN AMORE ROMANTICO ALL'OMBRA DEL CRIMINE E DELLA PERVERSIONE, TRA LE MURA DI UN SUGGESTIVO BORGO MEDIEVALE...

SI PUO' ORDINARE ONLINE PRESSO  www.ilmiolibro.kataweb.it (formato cartaceo illustrato o formato elettronico (ebook), testo semplice.

​PRESENTATO A BASSIANO il 13 novembre 2016 con il patrocinio del Comune.

PREMIATO al Concorso Internazionale Città di Sarzana 2017, 2° posto nella sezione romanzi editi

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GENESI DELL’ANGELO

(Prefazione dell’autrice)


Questo libro è nato per gioco. E per sfida.

Un caro amico che mi ha sempre incoraggiata a scrivere, accompagnandomi nel suggestivo borgo sui Monti Lepini in un mio periodo di stasi creativa, buttò lì questo titolo: “L’angelo di Bassiano.” Potrebbe ispirarti una bella storia, mi disse.

Bassiano, in provincia di Latina, con i suoi vicoli di colore ardesia, le caratteristiche case torre, la cinta di mura antiche, le belle chiese, mi affascinò da subito. I versi che cesellano Via Manuzio, pagine di marmo bianco sui muri, mi commossero, ma fu la meridiana, “mezzaluna sull’abisso”, con la sua inesorabile sentenza, una dabit quod negat altera, a risvegliare la mia immaginazione assopita. E il gioco cominciò, una caccia al tesoro, una ricerca di indizi narrativi per tessere un filo surreale.

Aldo Manuzio o Aldo il Vecchio (alias Teobaldo Mannucci), a cui sono dedicati la via principale, un monumento e alcune targhe, nato a Bassiano nel XV secolo, fu il primo editore italiano moderno. Consultando la biografia e i cataloghi delle sue pubblicazioni, approdai alla Hypnerotomachia Poliphili, romanzo allegorico con ricchissima simbologia esoterica. La tematica del testo, un percorso iniziatico per la conquista del vero amore sulla scia di culti pagani e tradizioni medievali, oltre a stimolare la mia fantasia, si sposava perfettamente con la fase esistenziale che stavo attraversando.

Così, dunque, nacque e prese forma “L’angelo di Bassiano”, tra sogno e vita reale, sentimenti e crimine, crudeltà ed espiazione, sull’onda di un amore nascente.


La storia s’ispira liberamente all’Hypnerotomachia: ogni riferimento al presunto autore, frate Francesco Colonna, i protagonisti e le loro vicende sono frutto di fantasia ed elaborazione soggettiva.

Mi si perdoni l’utilizzo di riferimenti storici, strumentale al contesto, senza alcuna pretesa di coerenza.a e veridicità.

COSI’, NEL VENTO…

(Prefazione di Alessandro Ferretti, scultore)


… quel vento che Mirella Esse percepiva con stupore, lasciandosi trasportare durante le nostre passeggiate, in cerca del “non so”…

In quel vento, attraversato da angeli, idee, sensazioni e visioni da tradurre in narrativa, nasce, come il brivido sulla pelle battuta a tamburo dalle emozioni, “L’angelo di Bassiano”, scritto come si modellasse una scultura: tanti piccoli tocchi di argilla qua e là, abbozzi il viso, dai corpo a una posa, cerchi un movimento, l’armonia, l’equilibrio, ma non sai quale sarà la configurazione finale.  

Di pagina in pagina, il lettore, inizialmente disorientato, ripercorre i passaggi della genesi che, tra idee volatili e materia fluida, catturando sensazioni impalpabili, fissandole in mutevoli prospettive, raggiunge il riassunto armonico che svela l’insieme.

Nel vento della creatività, dove le dimensioni e le forme fluttuano, i personaggi, - uno scultore che insegue l’ispirazione perduta, una scrittrice delusa, un angelo dannato, - protagonisti inconsapevoli di un appuntamento che il destino ha deciso per loro, assumono e rivelano gradualmente le loro identità.

Mirella Esse ce li presenta uno a uno, attori nel suggestivo scenario dei Monti Lepini: i personaggi, come in teatro, si affacciano sulla ribalta a turno, confessandosi, descrivendo le loro esperienze, i loro punti di partenza così distanti e vaghi, per avviarsi e avviarci nel bel viaggio tra luoghi ed epoche diverse, che ci conduce infine sul palcoscenico di Bassiano, incantevole e incantato borgo medievale dal fascino intatto.

La varietà di registri narrativi dell’autrice si percepisce, oltre che dal continuo cambio di visuale e di tempi, anche verbali, dal modo in cui tratta i sentimenti. Filo conduttore del racconto è l’Amore, in tutte le sue sfaccettature, dalle più naturali, tenere e sensuali, alle più crude, torbide e truci. L’angelo di Bassiano, - intorno al quale ruotano e confluiscono le vicende degli altri due personaggi, - amante e persecutore, inquietante e tormentato spirito proveniente dal passato in reminiscenze di antica letteratura, le riassume in sé, in una tragica connivenza di opposti che lo ammanta d’ombra nell’epico alone di un altro Lucifero, magistralmente descritto da Baudelaire nei suoi Fiori del Male: "Un’Idea, una Forma, un Essere/venuto dall’azzurro e caduto/in uno Stige limaccioso e tetro,/dove nessun occhio del cielo può penetrare;/ un Angelo, viaggiatore imprudente,/che è stato tentato dall’amore del difforme,/dibattendosi come un nuotatore/nel fondo di un enorme incubo,/e lottando, che angosce funebri!/contro un gigantesco risucchio/che se ne va cantando come i matti/e facendo piroette nelle tenebre;/un infelice, vittima di una stregoneria/tra i suoi vani brancolamenti,/cerca la luce e la chiave/per fuggire da un luogo pieno di rettili;/un dannato che scende senza lampada,/sull’orlo del precipizio il cui odore/tradisce l’umida profondità,/di eterne scale senza rampe,/dove vegliano mostri viscidi/i cui grandi occhi di fosforo/fanno una notte ancora più nera/e solo loro sono visibili;/un vascello trattenuto nel polo,/come dentro una trappola di vetro,/cercando quello stretto fatale/dal quale è caduto nel carcere di gelo;/chiari emblemi, quadro perfetto/di una fortuna irrimediabile,/che fa pensare che tutto ciò che/fa il Diavolo, lo fa sempre bene!"

ALDO MANUZIO, Hypnerotomachia Poliphili e il paese di BASSIANO (Lt)

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LE ILLUSTRAZIONI DEL LIBRO, elaborazioni grafiche digitali di opere dello scultore Alessandro Ferretti e di foto del paese di Bassiano

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GLI ANGELI di Alessandro Ferretti, scultore, Genzano di Roma

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